Controlli di qualità sui materassi a difesa del consumatore

Quando si tratta di scegliere un materasso, tutti noi vogliamo sapere dove acquistare i più confortevoli sul mercato.

Come possiamo riuscire a saperlo?

Innanzitutto bisogna precisare che esistono due gruppi di parametri differenti che dovremmo considerare al momento dell’acquisto vale a dire i fattori qualitativi(comfort iniziale, malessere, impressione iniziale, una sensazione di leggerezza, odori …) e quelli quantitativi, come la distribuzione della pressione. La misurazione della pressione esercitata su un materasso è uno dei migliori indicatori del confort. Una più equa distribuzione dei punti di pressione, indica un maggiore comfort.

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Buccellati presenta la sua nuova collezione Opera

La maison di alta gioielleria Buccellati ha presentato la sua nuova collezione di gioielli extra lusso, la collezione Opera. Ancora una volta Buccellati ci dimostra quanto i gioielli possano essere eleganti e davvero ricchi di stile, gioielli che seguono le più antiche tradizioni orafe e che allo stesso tempo però riescono ad essere davvero molto contemporanei. Buccellati infatti vuole con questi suoi nuovi gioielli riuscire a garantire, in linea con i propri investimenti legati per molti versi alla quotazione oro, una linea di gioielli con un design che possa essere amato anche da un target di riferimento molto più giovane, gioielli quindi davvero ricchi di freschezza e innovazione, nonostante però le caratteristiche tipiche della maison rimangano intatte, veri e propri punti fermi in un mondo che, giustamente, è in continua mutazione. Andiamo insieme allora a scoprire questa nuova meravigliosa collezione.

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Vuoi partire per l’Australia? Ti serve il visto turistico

L’Australia è divenuta col tempo una delle mete più amate e ambite dagli Italiani.

Sono tanti i motivi che ci conducono in una terra così lontana: il desiderio di un viaggio indimenticabile, la necessità di un’esperienza all’estero o la voglia di mollare tutto per stabilirsi definitivamente in questa terra.
Qualsiasi sia il motivo che vi porta a raggiungere il continente Australiano dovete sapere che è necessario munirsi di un visto (in inglese “Visa”).

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E-commerce: nelle pmi è affare per pochi

Solo tre pmi italiane su dieci si avvalgono del commercio elettronico come canale addizionale di vendita o di acquisto: è il dato reso noto da un’indagie di Google condotta con Doxa Digital. Secondo le analisi condotte da Doxa su più di 5.000 aziende di piccole e medie dimensioni, emerge chiaramente come le imprese italiane che hanno commercializzato i propri prodotti online oltre confine sono riuscite a compensare meglio la crisi o addirittura hanno ottenuto un incremento nel proprio fatturato.

Al crescere del livello di maturità digitale, aumenta la percentuale di pmi che intrattengono rapporti internazionali di vario tipo, nonché la percentuale di imprese che fanno export, con risultati molto promettenti per le imprese di minori dimensioni. Un classico esempio di ecommerce digitale è reperibile a questo link. Al crescere del livello di maturità digitale, cresce anche la percentuale di aziende che esportano, passando dal 55% delle non digitali al 67% delle imprese avanzate da un punto di vista digitale. Non solo, maturità digitale ed export hanno un impatto diretto anche sul fatturato: le imprese digitalmente avanzate dichiarano – in media – che il 24% del fatturato derivante dall`export è realizzato proprio attraverso il canale digitale. Per le imprese di medie dimensioni la percentuale delle imprese che esportano passa dal 74% delle non digitali, all`87% di quelle avanzate. Infine, la percentuale di fatturato derivante dall`export realizzata attraverso e-commerce è pari al 39%

L’aumento dell’IVA? Per noi è una batosta

aumento IVAIl rischio sembrava scongiurato qualche mese fa, quando il governo aveva annunciato l’intenzione di innalzare l’IVA di un punto percentuale entro lo scorso 1° luglio, salvo ripensarci nel giro di pochi giorni. Ora però l’ipotesi si ripropone in maniera ancora più insistente – si parla del primo ottobre – e le associazioni dei commercianti pugliesi non nascondono le loro preoccupazioni.

Per Antonio Schipa, direttore di Confesercenti Lecce, si tratta di «una nuova batosta a danno dei commercianti, chiamati ancora una volta e loro malgrado a dover sopperire alla situazione critica dei conti pubblici». I commercianti, infatti, si dicono «nettamente contrari, è un colpo mortale che arriva dopo un altro aumento, quello dal 20% al 21%. Al momento non sono previste iniziative di protesta, ma certamente non resteremo con le mani in mano qualora davvero il governo dovesse propendere per questa ipotesi».

Anche il direttore di Confcommercio Taranto, Angelo Colella, non nasconde la propria preoccupazione «Già dai dati di cui siamo in possesso emerge un quadro molto delicato della situazione commerciale», afferma. «A livello nazionale c’è una netta riduzione dei consumi, e certamente l’eventuale nuovo aumento dell’Iva non farebbe che accentuare questo calo». A livello locale va anche peggio: «Secondo le stime del 2013, Taranto è ultima tra le province pugliesi per quanto riguarda i consumi. L’anno scorso la “maglia nera” era Brindisi, adesso ci siamo finiti noi. Questa situazione è molto complicata e spiace soprattutto che a pagarne le conseguenze siano anche i consumatori, soprattutto quelli della fascia medio-bassa, che fanno tanti sacrifici per arrivare alla fine del mese».

Lucida anche l’analisi da Brindisi, con il direttore della Confcommercio Giuseppe Marchionna che spiega: «Nei mesi scorsi sono state organizzate campagne di sensibilizzazione, è stata avviata una raccolta firme e sembrava che il governo avesse abbandonato la possibilità di aumentare l’Iva al 22%. Oggi, invece, si torna a parlarne, ma noi ribadiamo la nostra contrarietà». Confcommercio Brindisi conferma di essere pronta a fare nuove pressioni al governo per ottenere un nuovo ripensamento. «Ma sarà difficile, lo so», dice Marchionna. «Però trovo assurdo che nessuno stia preoccupandosi del dramma dei consumi interni. Siamo in presenza di un meccanismo economico inceppato, sopraffatto dalla paura di spendere, di investire e proprio quando si inizia a parlare di ripresa non possiamo pensare di aumentare l’Iva. Il timore è che di questo passo si vada verso un blocco totale dell’economia».

Confesercenti Brindisi, invece, non si dichiara solo contraria, ma si dice anche certa che il passaggio dell’imposta al 22% non avverrà. «E non è solo una previsione – racconta il presidente provinciale Antonio D’Amoreparliamo con cognizione di causa, visto che nei giorni scorsi una delegazione di Confesercenti è stata a Roma e ha incontrato rappresentanti del Governo e del Parlamento. Siamo stati ampiamente rassicurati: il temuto aumento non ci sarà». Nemmeno le ultime notizie sullo stato di salute dell’economia italiana fanno cambiare idea a D’Amore: «Già con il passaggio dell’Iva dal 20% al 21%, lo Stato ha potuto sperimentare l’inefficacia di un provvedimento del genere, che porterebbe ad una sproporzione tra il ricavo e il crollo dei consumi. Noi abbiamo ricevuto tutte le rassicurazioni del caso» conclude D’Amore. «Se poi il governo dovesse cambiare davvero decidere di cambiare idea nel giro di appena una settimana, allora ci sarebbe davvero da fare le valigie e andare via».

Al via gli incentivi di Invitalia ‘Smart&Start ‘per progetti imprenditoriali innovativi nel Mezzogiorno

smartstart2Smart&Start sostiene progetti imprenditoriali a carattere fortemente innovativo, promossi da nuove imprese ubicate nel Mezzogiorno.

SMART prevede contributi a copertura dei costi di gestione dei primi anni di attività, per le nuove imprese ubicate in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, che propongono modelli di business innovativi sotto il profilo organizzativo o produttivo, oppure orientati a raggiungere nuovi mercati o a intercettare nuovi fabbisogni.

START prevede contributi a sostegno delle spese di investimento iniziali, per le nuove imprese ubicate in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia che intendono operare nell’economia digitale e/o valorizzare economicamente i risultati della ricerca, pubblica e privata. I due incentivi – Smart e Start – sono cumulabili, fino ad un massimo di 500.000 € in quattro anni, per ogni impresa beneficiaria. Gli incentivi sono rivolti alle società di piccola dimensione, costituite da meno di sei mesi. Per richiedere le agevolazioni non è però necessario aver già costituito la società: possono accedere a Smart&Start anche “team” di persone fisiche in possesso di una business idea. La costituzione della nuova società sarà richiesta solo dopo l’approvazione della domanda di ammissione alle agevolazioni.

SMART. Le agevolazioni SMART prevedono contributi a fondo perduto per la copertura di costi di gestione aziendali, sostenuti nei 48 mesi successivi alla presentazione della domanda. Possono accedere alle agevolazioni SMART le società di piccola dimensione, costituite da non più di sei mesi e ubicate in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna. Le società devono proporre un modello di business innovativo sotto il profilo organizzativo o produttivo, oppure orientato a raggiungere nuovi mercati o a intercettare nuovi fabbisogni, anche sociali e ambientali. Ogni società può ricevere un contributo annuo fino a 50.000 euro, per un ammontare complessivo fino a 200.000 euro in quattro anni. Per le domande presentate da “start-up innovative” il contributo complessivo può essere elevato fino a un importo massimo di 300.000 euro. Il contributo è pari ad una percentuale, variabile tra il 15% e il 35%, dei costi annualmente sostenuti per: oneri finanziari, personale dipendente, canoni di affitto, canoni di leasing e ammortamento di impianti, attrezzature e macchinari tecnologici e tecnico-scientifici.

START. Le agevolazioni START prevedono contributi a fondo perduto e servizi di tutoring a sostegno di programmi di investimento. Possono accedere alle agevolazioni SMART le società di piccola dimensione, costituite da non più di sei mesi e ubicate in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia. Le società devono proporre un piano di impresa nel settore dell’economia digitale, o basato su programmi di investimento per valorizzare economicamente i risultati della ricerca, pubblica e privata. Ogni società può ricevere un contributo fino ad un massimo di 200.000 euro comprensivo dei servizi di tutoring tecnico-gestionale. Il contributo è pari al 65% delle spese per investimenti; tale percentuale è elevabile fino al 75% per le società costituite esclusivamente da giovani (under 36) e/o da donne.

Importante: Smart&Start non è un bando: le domande verranno esaminate secondo l’ordine cronologico di invio, non è prevista una graduatoria, né una data ultima per la loro presentazione. A partire dalle ore 12:00 del 4 settembre 2013 sarà possibile presentare la domanda di ammissione alle agevolazioni, in modalità paperless. La domanda dovrà includere il piano di impresa. Non saranno accettate domande in forma cartacea.

Per accedere alle agevolazioni è necessario:

• registrarsi sul sito dedicato;

• compilare online la domanda;

• inviare telematicamente la domanda, utilizzando la firma digitale.

Ad ogni domanda così inviata sarà attribuito un protocollo elettronico. Chi ha i requisiti per accedere sia agli incentivi START sia agli incentivi SMART, potrà presentare un’unica domanda. Sarà possibile iscriversi e accedere alla piattaforma informatica a partire dal 4 settembre p.v. I fac-simile delle domande di ammissione sono disponibili nell’area Download di SMART e di START, insieme alla relativa Guida alla compilazione, al sito: www.smartstart.invitalia.it.

“Il vero problema è la mancanza di liquidità”

fabbrica lavsystemIniziano oggi i saldi di fine stagione. Una occasione per recuperare ciò che è rimasto in magazzino per gli operatori commerciali, una occasione per acquistare a prezzi ribassati per i consumatori. Certo il clima non è dei migliori.

Il Dirigente di Lav System nota fabbrica di materassi memory paradossalmente fa notare come i saldi fissati  e non posticipati garantiscano una maggiore liquidità da parte delle famiglie. Certo è che in tanti dei ribassi hanno già usufruito da almeno una settimana a questa parte.

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La denuncia di Confcommercio: dal 2014 rincari fino al 600% con la Tari

FruttivendoloCambiano gli acronimi e le denominazioni delle imposte, ma non muta il peso delle stangate per le imprese, che anche con l’introduzione della nuova tassa TARI dovranno sborsare cifre considerevoli per i rifiuti.

Stando a quanto calcolato dall’Ufficio Studi di Confcommercio, dal 2014 gli aumenti per le aziende potrebbero superare il 600%.

L’incremento medio della nuova tassa per le imprese del commercio e dei servizi è stimato in + 290%.

Per bar e pasticcerie sarà del + 314%; per pizzerie, ristoranti e trattorie del + 482%; per i negozi di ortofrutta del 650%; per le discoteche + 680%.

Leggi nel dettaglio l’articolo di Quotidiano di Puglia qui allegato

Long Wave: la nuova impresa digitale – una vision per il Paese

Impresa digitale1Lo scorso 3 luglio si è tenuto a Roma presso la sede nazionale di Confcommercio il convegno “Long Wave: la nuova impresa digitale – una vision per il Paese“.

Il presidente di Assintel e della Commissione Innovazione e Servizi di Confcommercio, Giorgio Rapari, intervenendo ai convegni di Milano e Roma dedicati alla presentazione del progetto “Long Wave: la nuova impresa digitale – una vision per il paese”, ha sottolineato che le imprese digitali sono la punta di diamante della nostra imprenditoria e tengono agganciata l’Italia alla modernità.

I dati della ricerca – ha osservato Rapari – danno luce a uno scenario decisivo per la nostra economia: in Italia esiste un universo fluido di nuove imprese che, nonostante la crisi strutturale, funzionano. Portatrici di innovazione, sono le punte di diamante di una nuova imprenditoria che dobbiamo riconoscere e valorizzare, perché contribuisce in maniera decisiva all’innalzamento del PIL e della nostra competitività“.

Anche la vicepresidente di Assintel e coordinatrice Assinteldigitale, Maria Grazia Mattei, ha precisato che le imprese digitali “cercano un centro di gravita’ permanente, la verticalizzazione che rappresenta il nuovo mondo dell’impresa digitale. Hanno al centro delle loro attività il web e la creatività, parlano linguaggi nuovi e si muovono su logiche fluide e poco strutturate“. “Per questo – ha continuato Mattei – non si riconoscono nei tradizionali modelli di rappresentanza e soffrono di una sindrome di disadattamento al contesto burocratico. Ed è proprio ricalcando queste esigenze che Assinteldigitale sta costruendo un luogo identitario adatto a loro“.

I dati della Long Wave nel dettaglio

La ricerca è stata svolta nel mese di maggio 2013 per ASSINTELdigitale dallo Studio Giaccardi e Associati ed ha elaborato dati provenienti sia da un’indagine desk, sia da un campione qualitativo di 204 interviste.

Le imprese digitali sono piccole e medie imprese, con mediamente 17 collaboratori e un fatturato di 1.000.000 di euro. Ma il 44%, essendo giovanissime,si colloca sotto i 100.000 euro l’anno. Il 75% di esso è nel B2B e l’87% è generato in Italia. Nel 2013 le previsioni sono controcorrente rispetto al buio del Paese: in crescita nel 68% dei casi e stabili per il 28%. Il 63% è ‘digital native’, cioè è nata recentemente sui nuovi paradigmi digitali, ed è mossa in primo luogo da passione e incontri professionali precedenti; il restante 37% deriva da una evoluzione delle “vecchie” imprese IT.

Per due terzi sono Srl, ma il modello organizzativo è per lo più “liquido”: il 60% delle imprese è infatti strutturato sul singolo processo/commessa ed è per lo più informale. Protagonista assoluto dell’organizzazione e della comunicazione interna è il web, vera piattaforma di collaborazione per l’85% di esse. Il 33% lo utilizza anche per vendere online.

L’identikit del lavoratore digitale: giovane (67% under 35, che sale al 72% nelle imprese native digitali), maschio (64%), laureato (il 65%) o addirittura con master/dottorato/PHD (12%), con esperienza lavorativa all’estero (29% nelle imprese digital native). Ma soprattutto con un contratto atipico per oltre un terzo di essi (CoCoPro e Partite IVA). Il cosiddetto posto fisso, a tempo indeterminato, resta predominante solo per le imprese tradizionali IT based, più grandi e organizzate, mentre è un non-luogo per quelle native digitali (solo il 26%): i costi dello Stato sul lavoro per le loro organizzazioni piccole e liquide sono troppo alti. In esse molto spesso il titolare è factotum e i carichi di lavoro diventano critici.

L’occupazione è in costante crescita: a fine 2012 sono oltre 620.000 gli addetti digitali, in crescita di quasi 75.000 unità (+13,7%) rispetto all’inizio della crisi nel 2009. Ma il dato più interessante è che ad essi si aggiunge oltre un altro terzo di professionisti atipici, cioè oltre 250.000 persone strutturali nei processi produttivi della nuova impresa digitale, che abbiamo stimato attraverso l’indagine di campo.

Le maggiori criticità dichiarate dagli imprenditori?

Ai primi posti il costo dello Stato sul lavoro, l’accesso al credito bancario ma soprattutto i vecchi modelli “fordisti” di offerta finanziaria, e l’ancora scarsa disponibilità in Italia di investimenti privati. Ci sono poi i problemi di tipo organizzativo: troppo carico di lavoro su poche persone, mancanza sul mercato di competenze tecniche e manageriali adeguate, e parallelamente una scarsa offerta formativa adeguata alle loro esigenze.

Tutti gli aggiornamenti sono sulla piattaforma www.longwave.assintel.it